Processionaria come combatterla – lotta alla processionaria

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La lotta contro la processionaria

La processionaria è un insetto lepidottero della famiglia dei taumetopeidi. E’ un parassita pericoloso soprattutto per pini e può creare problemi all’uomo e agli animali. 
In seguito all’attacco della processionaria la pianta subisce un forte indebolimento, che comporta un ritardo nel suo sviluppo. Il segno più evidente della presenza della processionaria è comunque la perdita degli aghi e delle foglie, che nei casi più gravi può tradursi in una totale defoliazione.
Problemi per l’uomo possono derivare dal contatto con i peli urticanti delle larve, che possono provocare irritazioni cutanee, febbre ed arrossamento degli occhi.

Il ciclo biologico della processionaria inizia in luglio-agosto, quando le farfalle, che non si nutrono neppure, vivono solo due giorni e dopo essersi accoppiate generano da 150 a 200 uova, avvolgenti a spirale due aghi di pino.

Come affrontare la processionaria?

La lotta contro questo insetto (resa obbligatoria, con un Regio Decreto degli anni 30 e modificata nell’aprile 98) può essere attuata su due fronti: uno meccanico e l’altro con un intervento microbiologico o con trappole a feromoni sessuali per la cattura massale dei maschi adulti. Nel secondo caso si può intervenire tra settembre e ottobre contro le giovani larve prima che queste costruiscano il nido invernale.
La lotta alla processionaria è obbligatoria su tutto il territorio nazionale ed è regolamentato dal D.M. 17 aprile 1998. Per prevenire le infestazioni è bene evitare la messa a dimora di conifere del genere Pinus (in particolare di Pinus nigra) ad un’altitudine inferiore ai 500 metri s.l.m. e, in ogni caso, nelle zone particolarmente colpite dal
parassita.

Per la lotta alla processionaria occorre intervenire in diversi periodi dell’anno

Gennaio/Febbraio – Nei mesi di Gennaio/Febbraio, le processionarie cominciano ad uscire dal nido una alla volta ed in fila indiana, giunte sui rami provviste di foglie, si sparpagliano e divorano gli aghi, quindi rientrano nel nido seguendo un filo di seta lasciato come guida all’andata.
E` in questo periodo che la processionaria risulta particolarmente pericolosa a causa del secreto urticante che secerne, il quale provoca dermatiti notevoli, allergie, lesioni agli occhi, alle mucose ed alle vie respiratorie con conseguenze che in alcuni casi possono essere di assoluta gravita`.

Marzo – In questo periodo le larve “adulte” escono dal nido definitivamente e scendono in “processione” per andare ad incrisalidarsi nel terreno.

Maggio – Avviene l’interramento delle larva che pervenuta ad una profondità di alcuni centimetri si trasforma in Crisalide. Il tempo necessario per la metamorfosi e` di circa un mese.

Giugno/Luglio – La farfalla emerge dal terreno. Lo sfarfallamento dura circa un mese: le farfalle si accoppiano deponendo le uova, all’apice dei rametti più alti: la femmina depone le uova tutte in una volta.
In questo “fase” della vita della processionaria è possibile effettuare il trattamento attraverso trappole a feromoni. I ferormoni sono sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento, tali trappole mirano a “confondere” le falene maschio minimizzando l’incontro tra i sessi, limitando di fatto la fecondazione e di conseguenza lo sviluppo di una “nuova generazione”.

Agosto/Settembre – In questo periodo avviene generalmente la schiusura delle uova, cioè da 30 a 45 giorni dopo lo farfallamento. Le larvette iniziano a spostarsi sui rami e rimanendo tutte vicine cominciano a cibarsi con le foglie (aghi).

Ottobre – Le larve tessono una ragnatela consistente formando il nido invernale ed i nidi alloggiandovisi sino a Febbraio – Marzo.
Questo è il periodo migliore per effettuare la rimozione “meccanica” dei nidi, sebbene questo tipo di operazione è piuttosto efficace, non è sempre praticabile su grandi superfici, per via dei costi e della complessita/dispendiosità in termini di tempo e attrezzature per potatura, scale, cestelli. In questi casi è preferibile la lotta microbiologica.

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E il trattamento chimico?

Esiste in realtà anche la possibilità di intervenire chimicamente con un trattamento diretto sulle piante, il trattamento consiste nell’iniezione di una sostanza insetticida all’interno del “flusso circolatorio” della pianta, la sostanza iniettata viene poi trasportata per vascolarizazione fino alla chioma che risulterà quindi protetta dai patogeni per tutta la stagione.

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