Legionella come prevenirla – evitare il contagio – bonifica

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Legionella: cos’è – un pò di storia

Il termine legionella (o legionellosi) è stato coniato nel 1976 a seguito di un’epidemia che colpì un gruppo di veterani statunitensi appartenenti ad un corpo dell’esercito chiamato American Legion.
Le indagini successive ai 34 decessi che si verificarono in quell’occasione portarono all’isolamento di un batterio, chiamato appunto Legionella pneumophila, nell’impianto di condizionamento dell’albergo dove i veterani risiedevano.

Da allora il microrganismo è stato costantemente studiato, monitorato e tenuto sotto controllo soprattutto grazie a puntuali e costanti interventi finalizzati a prevenire i rischi legati alla legionellosi.
La prevenzione di questa patologia è una materia complessa e articolata che richiede non solo l’intervento delle autorità sanitarie sul territorio (attraverso specifiche linee guida emanate da svariati enti governativi), ma anche attraverso l’informazione e la responsabilizzazione del singolo individuo per il quale è essenziale conoscere i rischi legati alla vita quotidiana.

Legionella: come si diffonde – come si contrae l’infezione

I batteri appartenenti al genere Legionella possono proliferare in svariate fonti d’acqua, dalle sorgenti, ai fiumi, ai laghi, alle acque stagnanti, per poi eventualmente giungere ad acquedotti, tubature, fontane, piscine, tutti ambienti potenzialmente a rischio per la salute umana.
Tali batteri sono piuttosto resistenti e riescono a sopravvivere in un range di temperatura compresa fra i 5 e i 55 °C.
L’infezione da legionella si contrae attraverso l’inalazione di acqua contaminata sotto forma di aerosol, attraverso il quale il batterio entra in contatto con i polmoni scatenando l’infezione vera e propria.
C’è da dire che, fortunatamente, l’infezione di legionella non risulta trasmissibile tra esseri umani.

Legionella: come si manifesta l’infezione

La legionella si manifesta in due forme:

  • Quella più leggera, che generalmente si manifesta attraverso uno stato febbrile entro le prime 48 ore dall’esposizione e si risolve spontaneamente in pochi giorni.
  • E quella in forma più grave e subdola, spesso confusa con la polmonite o con altre patologie respiratorie a causa dei sintomi comuni.

Questa forma di Legionella ha un periodo di incubazione superiore (5-6 giorni) e si manifesta principalmente attraverso febbre, cefalea, tosse, diarrea e dolori muscolari, ma può coinvolgere anche il sistema nervoso e i reni.

La diagnosi può essere accertata esclusivamente tramite un test di laboratorio specifico che attesti la presenza del batterio in coltura oppure attraverso l’analisi dell’antigene nelle urine.

Soggetti già affetti da patologie croniche, fumatori e anziani risultano ovviamente più a rischio e in casi di diagnosi certa, è opportuno somministrare una terapia a base di antibiotici specifici.

Legionella: la prevenzione

Prestare attenzione alle modalità e ai luoghi di diffusione della malattia è indispensabile per ridurre le possibilità di trasmissione.
Per la natura stessa del batterio, che tende a proliferare soprattutto negli impianti idrici, gli ambienti in cui sussiste un rischio di diffusione del batterio sono quelli in cui si accumula acqua stagnante o quelli casalinghi, di lavoro, gli edifici pubblici o qualunque altro luogo in cui venga erogata acqua anche solo in parte nebulizzata (rubinetti e diffusori delle docce, ma anche impianti come torri di raffreddamento, condensatori, vaporizzatori e sistemi di ricircolo dell’aria e condizionamento).
Per quanto riguarda gli aspetti epidemiologici, i focolai di Legionellosi possono essere scatenati da un’unica fonte in aree geografiche particolarmente a rischio ma l’infezione ha più probabilità di manifestarsi in ambienti comunitari come ospedali, alberghi, piscine, palestre.

Oltre che a piscine e palestre, che sono considerati senza ombra di dubbio “sorvegliati speciali”, particolare attenzione è dedicata anche agli studi odontoiatrici, dove è frequente l’utilizzo di strumenti che generano aerosol, a cui va aggiunta la tendenza del batterio a sviluppare il cosiddetto biofilm e aderire alle superfici: il rischio di esposizione è quindi alto sia per i pazienti sia per gli operatori.

Legionella: ma in pratica cosa fare?

Ecco alcuni interventi che possono ridurre sensibilmente le probabilità di contaminazione da legionella negli impianti idrici e nei sistemi di condizionamento.

  • Pulizia e sanificazione di docce, rubinetti e serbatoi
  • Decalcificazione periodica dei terminali dei miscelatori, sostituzione guarnizioni e parti usurate
  • Pulizia e disinfezione periodica degli impianti di condizionamento
  • Bonifica attraverso trattamenti chimici (per esempio l’iperclorazione)
  • Bonifica mediante shock termico, che consiste nel portare l’acqua dell’impianto colpito a una temperatura di 70-80 °C per provocare la morte immediata del batterio

Va ricordato però che ogni metodo presenta dei limiti: l’introduzione di agenti chimici prevede un lavaggio accurato dell’impianto, lo shock termico uccide il batterio ma non colpisce il biofilm (aggregato di zuccheri e proteine prodotti dai batteri stessi) in cui possono continuare a proliferare. Per questo motivo ogni opzione va accuratamente valutata da aziende qualificate/personale competente.
Va da sé quindi, che questo tipo di interventi non possono sostituire un’accurata attività di analisi dei rischi che prenda in considerazione le specificità della struttura coinvolta.

Legionella: la soluzione efficace

Pestbusters.it è in grado di offrire un pacchetto completo “PROGRAMMA DI GESTIONE DEL RISCHIO LEGIONELLOSI” conforme a quanto previsto dalle Linee guida 05/05/2000 e successivo provvedimento del 13 gennaio 2005 “Indicazioni sulla Legionellosi per i gestori di strutture turistico recettive e termali”.

Il pacchetto comprende:

  • Campionamento con visita ispettiva degli impianti
  • Manuale di autocontrollo per il rischio Legionellosi
  • Registro degli interventi
  • Settaggio temperature impianto idrico acqua calda
  • Trasporto dei campioni per l’analisi in laboratorio
  • Visita di verifica annuale e revisione della procedura
  • Implementazione di un programma specifico di eradicazione del batterio a in caso di esito positivo delle analisi
Per maggiori informazioni non esitare a contattarci
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Riferimenti e approfondimenti
http://legionellaonline.it/